Oggi, giorno di Natale. Ma io NON perdono

Le pillole di Maris Davis

Oggi, giorno di Natale. Ma io NON perdono

Riflessioni sulle parole di Papa Francesco nel giorno di Natale, e che in troppi NON mettono in pratica o fanno finta di non ascoltare. Le contraddizioni di tanti che, oggi, perfino si vantano di essere cristiani, ma che di cristiano non hanno nulla.

Nel giorno più importante per la cristianità il Papa ci invita a diffondere Amore, a seminare Speranza, ad avere Coraggio.

Ma ha ricordato anche i mali del mondo, i conflitti, l'odio che si diffonde, la schiavitù, quella del lavoro e quella sessuale, i bambini che muoiono per mancanza di medicine, di fame.

Ha ricordato chi è costretto migrare a causa dei conflitti, della mancanza di libertà, delle persecuzioni, della fame, della terra che si trasforma in deserto.

Ha ricordato chi viene torturato e violentato nei campi di prigionia, e magari muore nel deserto o nel mare per cercare un posto migliore in cui vivere, e ha ammonito chi NON accoglie, e alza muri, e distrugge i ponti della fraternità e della tolleranza.

Ha ricordato la mia Africa, la mia Nigeria, dove una religione "cattiva" uccide. Anche questa mattina in Burkina Faso 35 persone sono state uccise, erano quasi tutte donne. Un centinaio di uomini "cattivi" hanno assaltato un villaggio per uccidere proprio loro, le donne. Vigliacchi, ma vigliacco anche l'occidente cristiano che anche di fronte al grido del Papa non fa nulla e perfino fa finta di niente.

Impossibile perdonare chi non si pente per il male che ha fatto, impossibile perdonare chi uccide in nome di una religione, chi tortura, chi rende schiave le donne, i bambini, gli uomini. Io NON perdonerò mai chi mi rese schiava, come potrei se loro NON si sono mai pentiti, e anzi continuano e rendere schiave altre donne nigeriane.

Pensavo alle parole che il Papa ha rivolto oggi, giorno di Natale, ai cristiani, ai cattolici di tutto il mondo. Parole che sono lo spirito stesso del Vangelo, il libro che ci racconta di una nascita, pieno di parole d'Amore, di Speranza, di Coraggio, un libro che parla di accoglienza e di fraternità.

E poi penso all'ipocrisia di tanti italiani che sul quel Vangelo hanno "giurato", che si vantano di avere il crocifisso in tasca, che arrivano nei congressi di partito addirittura con il Presepio, simbolo della Natività, ma poi predicano odio per i migranti, i diversi. Impediscono alle navi di chi salva vite in mare di sbarcare e prestare soccorso.

Dall'alto della loro autorità istituzionale hanno fatto leggi che hanno reso "legale" l'odio, la discriminazione, e impediscono l'accoglienza, la fraternità e l'integrazione. Come hanno potuto fare tutto questo in nome del Vangelo ?? IPOCRITI, appunto.

Per fortuna c'è ancora un Papa coraggioso, baluardo di quelle parole scritte nel Vangelo e che oggi ci racconta di una nascita, alla faccia di quegli ipocriti che usano quello stesso Vangelo per fini politici personali.

Cari italiani, NON siate ipocriti, siate coraggiosi e liberatevi dei falsi profeti, di coloro che diffondono paure "ingiustificate", dei CATTIVI "dentro", di tutti quelli che si fanno scudo dei simboli del Cristianesimo ma poi se ne fregano di quello che quei simboli rappresentano, Amore, Speranza, Accoglienza, Integrazione, Coraggio.

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Burkina Faso. Continuano gli assalti dei gruppi di matrice islamica-integralista

L'ennesima azione terroristica contro un luogo di culto cristiano nell'area di Foutouri, già presa di mira in passato dai jihadisti, 14 morti e decine di feriti.

La violenza jihadista è tornata a colpire in una chiesa in Burkina Faso, uno dei Paesi più poveri dell'Africa, da anni teatro di attacchi delle milizie fondamentaliste spesso provenienti dai Paesi vicini. Almeno 14 persone, tra le quali diversi bambini, sono morte e altre sono rimaste ferite nell'assalto a una chiesa protestante durante una funzione domenicale.

L'attacco è avvenuto nella zona di Foutouri, già presa di mira in passato da terroristi legati ad al Qaeda e all'Isis. "Una chiesa protestante è stata attaccata ad Hantoukoura, nel dipartimento di Fouturi, vicino alla frontiera con il Niger lo scorso 28 novembre, causando 14 morti e numerosi feriti"

Secondo alcune fonti la strage è stata perpetrata da una decina di uomini armati che hanno colpito anche il celebrante, oltre a diversi bambini presenti alla funzione. Subito dopo le forze di sicurezza hanno lanciato una caccia all'uomo per individuare i membri del commando, fuggiti in motocicletta.

In Burkina Faso gli attacchi armati di matrice jihadista a luoghi di culto cristiani sono sempre più frequenti

Le forze di sicurezza stentano ad averne ragione per mancanza di uomini e mezzi. Nella scorsa primavera i raid contro i cristiani sono stati quasi quotidiani: tra il 29 aprile e il 26 maggio, quindi in meno di un mese, almeno 20 persone erano morte in azioni attribuite ai gruppi jihadisti militanti Ansar-ul-Islam e JNIM (Group in Support of Islam and Muslims)

Uccisi anche diversi imam, in una spirale di violenza progressivamente intensificata da quattro anni a questa parte, spesso alimentata da milizie provenienti dai Paesi confinanti. Ed è del 6 novembre l'attacco a un convoglio di una società canadese in cui 37 persone hanno pero la vita e 60 sono rimaste ferite.

News dall'Africa

Somalia, al-Shabaab assalta un hotel, 26 morti

I terroristi hanno fatto esplodere un'autobomba nel centro di Chisimaio. Poi l'attacco armi in pugno nell'edificio e lo scontro con le forze di sicurezza. Tra le vittime anche la giornalista somalo-canadese Hodan Nalayeh. Oltre 50 i feriti.

Somalia, al-Shabaab assalta un hotel, 26 morti

L'attentato

In Somalia nel corso della serata di venerdì un assalto armato, durato 12 ore, ha provocato la morte di 26 persone. In un hotel nella città portuale di Chisimaio, nel sud del Paese, i terroristi di al-Shabaab hanno fatto prima esplodere un'autobomba e poi sono passati all'attacco armi in pugno e quindi allo scontro con le forze di sicurezza. L'Agi riporta, che l'attacco iniziato venerdì sera e durato 12 ore è ora concluso. L'edificio, in gran parte distrutto dall'assalto, è quindi tornato nelle mani delle forze di sicurezza.

In quel momento l'hotel ospitava uomini d'affari e politici che erano in città per la preparazione delle elezioni presidenziali nella regione semi-autonoma dello Jubaland, prevista per la fine di agosto.

L'Afp riporta il messaggio rilasciato sabato mattina dal presidente della regione dello Jubaland Ahmed Mohamed che ha spiegato che i morti sono 26, tra cui diversi cittadini stranieri: tre keniani, un canadese, un inglese, due americani e tre tanzaniani. Tra i feriti figurano due cittadini cinesi. Anche un candidato presidenziale per le prossime elezioni regionali è stato ucciso. I 4 terroristi autori dell'attacco sono tutti morti. L'Agi spiega che i feriti finora recuperati sono 56.

Hodan Nalayeh

Hodan Nalayeh

Tra le vittime anche l'attivista e giornalista somalo-canadese Hodan Nalayeh 43enne fondatrice di Integration Tv e autrice di programmi youtube per le comunità somale in lingua inglese, che si trovava in vacanza in Somalia insieme al marito Farid Jama Suleiman, anche lui ucciso. Il ministro dell'Immigrazione canadese, Ahmed Hussen, ha così descritto il suo impegno: "Con il suo lavoro di giornalista, ha messo in luce le notizie e i contributi positivi delle comunità, dandone notizia in Canada, ed è diventata una voce per molti. Il suo lavoro ha rafforzato i legami fra le comunità somale del Canada e la Somalia nel suo continuo processo di stabilizzazione e ricostruzione"

Testimonianze

Un testimone citato dall'Agi, Muna Abdirahman, ha raccontato la drammatica vicenda: "L'intero edificio è in rovina, ci sono cadaveri e feriti che sono stati recuperati all'interno, e le forze di sicurezza hanno isolato tutta l'area. Gli aggressori indossano uniformi della polizia somala"

Al-Shabaab

Il gruppo jihadista sunnita di matrice islamista al-Shabaab ha rivendicato l'attentato, che aveva l'obiettivo di colpire i "funzionari apostati dell'amministrazione Jubaland". I militanti al-Shabaab dopo esser stati allontanati dalla capitale Mogadiscio nel 2011, hanno continuato ad attaccare le forze governative ed obiettivi civili con attentati suicidi ed assalti in stile guerriglia. Nel 2012 il gruppo terroristico è stato cacciato da Chisimaio, porto e città commerciale della regione dello Jubaland. Mantengono sotto il loro controllo vaste aree rurali.

La Repubblica

Islam Integralista

No alla persecuzione dei Cristiani e No all'Islam integralista

Bring Back Our Girls

Nella notte tra il 14 e il 15 aprile 2014, 276 studentesse sono state rapite dalla scuola nella città di Chibok, nello stato di Borno, in Nigeria. La responsabilità del rapimento è stata rivendicata da Boko Haram, un'organizzazione terroristica estremista islamica che opera nel nord-est della Nigeria. Fu il più grande rapimento di massa compiuto in Nigeria e destò  indignazione in tutto il mondo sia per l'alto numero delle ragazze rapite, ma soprattutto per la loro giovane età, tutte ragazzine tra i 13 e i 17 anni.

Boko Haram, è un'organizzazione terroristica di matrice islamica integralista che dal 2009, in Nigeria, provoca terrore, morte e distruzione. Il senso di quel rapimento in una scuola sta tutto nel nome stesso "Boko Haram" che nella lingua haussa significa "l'istruzione occidentale è peccato".

BringBackOurGirls (restituiteci le nostre ragazze) fu l'hastag che per molti mesi identificò nel web quel rapimento odioso e divenne anche per noi di Foundation for Africa il motto per dire "No all'Islam integralista e alla persecuzione dei cristiani".

No all'Islam integralista

È in atto in molti luoghi del Mondo una vera e propria discriminazione nei confronti dei cristiani, fino ad arrivare alle persecuzioni.

In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una escalation dell'integralismo islamico soprattutto nei confronti delle minoranze cristiane e dell'occidente.

La nascita dello Stato Islamico di Siria e Iraq sono stati solo il culmine dell'aberrazione umana che viene giustificata in nome di un Dio che si chiama Allah.

Nella nostra Nigeria dal 2009 assistiamo alla persecuzione della minoranza cristiana degli stati del nord da parte del gruppo integralista di ispirazione islamica Boko Haram. Si stima che in questi ultimi anni l'integralismo islamico solo in Nigeria abbia provocato 25 mila morti, e ad oggi 2,7 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case e i loro villaggi.

Rapimenti di ragazze, stupri e violenze, distruzione di Chiese e luoghi di culto cristiani, massacri nelle scuole, devastazione di interi villaggi e città. Duemilioni e settecentomila profughi, questo è quello che sta provocando l'Islam integralista nella nostra Nigeria.

Il mondo Islamico così detto moderato, di fronte agli orrori dell'Islam integralista, in tutti questi anni è rimasto "silente", colpevolmente ha taciuto, e in alcuni casi è stato anche complice e fiancheggiatore.

Le violenze causate dall'Islam integralista nello Stato Islamico, in Nigeria, in Sudan, in Somalia, in Medio Oriente, in Pakistan, ma anche nella Repubblica Centrafricana, in Afghanistan, in Libia, in Indonesia, ecc.. sono sotto gli occhi di tutti.

Ad oggi, non c'è un solo luogo al mondo dove ci sia un conflitto, una guerra, o una qualsiasi tensione sociale in cui l'Islam non sia coinvolto. Popolazioni islamiche le une contro le altre, Sciiti contro Sunnuti e viceversa, ma soprattutto l'Islam contro le minoranze "non islamiche", l'Islam contro i cristiani, l'Islam contro gli "infedeli", oppure genericamente l'Islam contro l'occidente.

E poi c'è la discriminazione nei confronti della donna, la distruzione della storia, della cultura del passato, come si è visto e come si vede ogni giorno nel luoghi che furono la culla dell'umanità. Una "barbarie" che questo "islam" indegno sta portando avanti proprio in questi tempi.

Per tutto questo e per molto altro ancora .. "Ecco perché diciamo No all'Islam" e No alla persecuzione dei cristiani

Il calvario di Rebecca è iniziato quando Boko Haram ha attaccato il suo villaggio all'inizio del 2015, Baga, situato nel nord-est della Nigeria. Ha dovuto fuggire correndo insieme al marito, Vitrus, e ai due figli, Zacharias di due anni e Jonathan di uno. Rebecca, 24 anni, essendo incinta, non riusciva a tenere il ritmo. La coppia ha deciso di separarsi perché il gruppo terroristico uccide subito gli uomini e sequestra le donne.

Boko Haram ha raggiunto la donna, cristiana, e i suoi due figli, e subito si è sentita una raffica di colpi di arma da fuoco. Rebecca ha pensato che avessero assassinato Vitrus, che a sua volta ha pensato che sua moglie fosse stata uccisa.

I terroristi di Boko Haram hanno lanciato il piccolo Zacharias, di appena due anni, nel lago Ciad, in cui è morto affogato, perché sua madre si rifiutava di avere rapporti sessuali con i miliziani. Era il secondo figlio che Rebecca ha perso dopo essere stata sequestrata dal gruppo terroristico. Era tale la violenza esercitata su di lei che le hanno rotto i denti e ha perso il bambino che aspettava.

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