Burkina Faso. Le speranze di un popolo tra violenza jihadista e una grave crisi umanitaria

Il World Food Programme (WFP) lancia l’allarme sul peggioramento delle condizioni di vita in atto in Burkina Faso e nei paesi confinanti. Violenze diffuse e cambiamenti climatici le cause principali.

Burkina Faso. Le speranze di un popolo tra violenza jihadista e una grave crisi umanitaria

Nella fascia saheliana la crisi alimentare super il livello dell'emergenza

L’agenzia ONU World Food Programme (WFP) ha lanciato oggi l’allarme sul peggioramento della crisi umanitaria in atto in Burkina Faso e nei paesi confinanti, nella fascia saheliana centrale dell’Africa occidentale. La violenza diffusa e l’impatto a lungo termine del cambiamento climatico le cause principali. Secondo il WFP, la risposta umanitaria deve essere rapidamente potenziata, se si vogliono proteggere e salvare vite nel Burkina Faso e nella regione.

La malnutrizione oltre la soglia dell'emergenza

Il Burkina Faso sta vivendo una crisi drammatica crisi che ha sconvolto le vite di milioni di esseri umani. Quasi mezzo milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case e un terzo del Paese è considerato ora zona di guerra. Le associazioni umanitarie registrano tassi di malnutrizione ben al di sopra della soglia di emergenza. Significa che bambini piccoli e madri che hanno appena partorito sono particolarmente in pericolo. Se il mondo vuole davvero salvare vite, questo è il momento

Scuole chiuse e campi abbandonati

C’è stato un brusco aumento delle violenze in Burkina Faso. Nella prima metà del 2019 si sono registrati più attacchi di quanti ne siano avvenuti in tutto il 2018, con vittime civili in numero quattro volte maggiore rispetto a tutto il 2018. I livelli crescenti di insicurezza hanno portato alla chiusura delle scuole e all'abbandono dei campi da parte degli agricoltori, fuggiti in cerca di salvezza, in un paese dove quattro persone su cinque contano sull'agricoltura per i propri mezzi di sostentamento.

L’impatto sui 20 milioni di persone che vivono in aree di conflitto nella regione è drammatico. Solo nel Burkina Faso, almeno 486.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni. Nei tre paesi del Sahel centrale (Mali, Burkina Faso e Niger) gli sfollati sono ora 860.000 mentre arrivano a 2,4 milioni le persone che hanno bisogno di assistenza alimentare anche se la cifra aumenta in continuazione a causa del continuo aumento di persone costrette ad abbandonare i propri luoghi di origine.

La sfida contro i cambiamenti climatici

Il WFP e le altre agenzie umanitarie si trovano ad affrontare la crisi crescente in un momento in cui scarseggiano i finanziamenti a sostegno delle operazioni di soccorso e nuove risorse sono necessarie per rispondere ai maggiori bisogni. Anche al netto dell’insicurezza che aggrava la situazione, il Sahel è colpito duramente dai cambiamenti climatici e molte comunità stanno già cercando di adattarsi all'imprevedibilità del clima.

La sfida per il WFP è immensa: rispondere ai bisogni umanitari immediati e, allo stesso tempo, salvaguardare gli investimenti fatti nella resilienza e nella auto-sufficienza delle comunità affinché i progressi fatti negli ultimi anni non siano vanificati.

Il lavoro del WFP in 80 Paesi

Il WFP ha rafforzato la sua risposta, fornendo assistenza alimentare e nutrizionale, quest'anno, ad oltre 2,6 milioni di persone nei tre paesi del Sahel Centrale, concentrando gli sforzi in aree dove i bisogni umanitari sono maggiori e dove si sono verificati i maggiori spostamenti di popolazione.

Il WFP ha urgentemente bisogno di 150 milioni di dollari per le operazioni nei tre paesi del Sahel centrale, Mali, Niger e Burkina Faso, che includono sia le attività emergenziali che quelle sulla costruzione della resilienza. Il World Food Programme delle Nazioni Unite lavora in oltre 80 paesi nel mondo, sfamando le persone colpite da conflitti e disastri e gettando le basi per un futuro migliore.

“Il conflitto va avanti a passo veloce"

Sahel Centrale. L'emergenza umanitaria che il mondo sta ignorando

Stiamo parlando del Sahel centrale, una regione dell’Africa che comprende Burkina Faso, Mali e Niger, dove 20 milioni di persone, si stima, vivono in zone colpite dai conflitti e dove 2,4 milioni di persone hanno bisogno di assistenza alimentare, un numero in crescita a causa dei continui spostamenti di sfollati.

Il Sahel è storicamente e strutturalmente molto povero, non riceve i grandi investimenti di cui avrebbe bisogno. È un’area soggetta a shock climatici, dove si registrano le temperature più alte e le minori risorse naturali per l’agricoltura

Parti del Burkina Faso, dove il conflitto si è intensificato durante tutto l’anno, sono in “caduta libera” poiché la minaccia di violenza da parte dei gruppi armati costringe le persone nelle zone rurali a fuggire.

A gennaio c’erano circa 80.000 sfollati, ora sono circa 486.000, altri 250.000 sono sfollati del Mali e del Niger. Nelle prossime settimane, la cifra totale nella regione raggiungerà 1 milione di persone. Con questi due paesi anch'essi sull'orlo della crisi, a settembre il WFP ha dichiarato il Sahel centrale un’emergenza di livello 3, il grado più alto"

È un ambiente difficile, ancora di più adesso che la gente ha meno coltivazioni disponibili a causa del conflitto, il bestiame viene ucciso, la gente ha perso i mezzi di sussistenza

In questi paesi del Sahel, il 60% della popolazione ha meno di 25 anni, con un accesso limitato alle opportunità di lavoro e ai servizi sociali. Livelli cronici di malnutrizione, insicurezza alimentare, povertà e disuguaglianza sono prevalenti in tutti questi paesi; e con una popolazione sempre più giovane, alcuni finiscono ad ingrossare le fila dei gruppi armati.

I progressi che faticosamente si sono fatti nella costruzione della resilienza e nello sviluppo rischiano di sfumare. In Niger, da gennaio a settembre, il WFP ha assistito 9.700 studentesse adolescenti con borse di studio. Oggi le scuole sono chiuse in molte zone colpite dal conflitto, un bambino su tre non può andare a scuola.

Gli edifici scolastici sono tra i primi spazi che vengono usati per accogliere gli sfollati. Ciò influisce sulla frequenza scolastica nelle comunità ospitanti che, per complicare di più le cose, il WFP a volte non è in grado di raggiungere alcune zone proprio a causa del conflitto.

Il WFP ha assistito quest’anno 2,6 milioni di persone nei tre paesi del Sahel e richiede investimenti urgenti per una risposta più incisiva e per proteggere i progressi compiuti nei programmi in corso, in particolare nella costruzione della resilienza.

Ogni giorno ci sono persone fuggite appena in tempo dai loro villaggi con storie orribili”. Come ad esempio, l’uccisione di 25 membri di una famiglia. “Alcuni cercano di tornare indietro per vedere se riescono a prendere alcuni dei loro beni e non tornano, quindi è probabile che siano stati uccisi. Sono storie terrificanti

Il WFP lavora anche per sostenere le famiglie ospitanti che ricevono gli sfollati, l’ospitalità non è sempre facile, quando chi non ha quasi nulla accoglie decine di persone. Tra l’altro, sia chi ospita che chi viene ospitato deve affrontare un altro problema: trasferirsi in un determinato territorio, e viceversa non lasciarlo, può sollevare i sospetti del governo su come ciò sia possibile senza l’allineamento o la complicità con i gruppi armati.

La sfiducia, la violenza, non rispettano confini politici, né più né meno che una possibile siccità, che è una minaccia sempre sospesa sul Sahel, (l’ultima è avvenuta quasi dieci anni fa). Così il Burkina Faso, il Mali e il Niger rimangono in un groviglio di disperazione sempre più profondo.

Il Mali e il Burkina Faso erano paesi emblematici, negli anni ’90. Hanno rappresentato un buon esempio di contesti in cui “la vita non è facile, le risorse sono scarse ma c’è stabilità, erano sulla via della democrazia, la gente viveva bene insieme, nessun conflitto”. Noi avevamo zero problemi di accesso, loro avevano il turismo.

La stabilità che ha posto i paesi sulla strada dello sviluppo si è conclusa con la diffusione dei conflitti. Prima in Mali, nel 2012, e dal 2018 in Burkina Faso. In entrambi i paesi, la violenza ingolfa gli investimenti e mette a rischio lo sviluppo e i progressi nella resilienza. Un altro problema che il Sahel centrale deve affrontare è la mancanza di copertura mediatica: non se ne parla abbastanza, come per la Siria e per lo Yemen, ma la portata della tragedia è sostanziale e potenzialmente colpisce più persone di Siria e Yemen messi insieme.

Quest’area non interessa quasi a nessuno. Fino a quando non colpisce davvero dal punto di vista finanziario o politico e ha un impatto diretto sugli attori globali. Al momento, nessuno è veramente interessato e si sta semplicemente a guardare la tragedia che ha luogo davanti ai nostri occhi

Noi stiamo cercando in tutti i modi di continuare ad esserci, con le nostre operazioni sempre più rafforzate, perché questo dà anche un po’ di speranza alle persone, per non farle sentire completamente abbandonate”. Il WFP sta lavorando con i paesi del Sahel centrale, con l’UNICEF, la FAO e molti partner umanitari locali e internazionali.

Ciò che è immediatamente necessario è l’attenzione globale, gli sforzi politici e diplomatici e un enorme sostegno alle persone sul terreno per salvare vite umane, con particolare attenzione allo sviluppo sostenibile. Questo significa che, oltre alla risposta umanitaria, dovremmo agire collettivamente nelle “zone cuscinetto”, quelle aree del paese a rischio di scivolare nella violenza, per evitare ulteriori catastrofi.

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Cos’è morale e cos’è “immorale”

Le pillole di Maris Davis

Cos'è morale e cos'è "immorale"

Prendo spunto da una discussione che ho avuto solo ieri con un amico che contestava una mia foto (secondo lui immorale perché troppo "nuda", messa lì per prendere like) che ho pubblicato per parlare di un problema serio come il razzismo.

Ognuno di noi si crea delle barriere mentali in base a dove vive, come vive, in base alle tradizioni sociali e religiose in cui è cresciuto, ai luoghi e alle situazioni in cui si trova, e all'evoluzione dei tempi.

Parliamo in particolare del nudo femminile.

Se alcuni decenni fa faceva scandalo il seno esibito da una donna in spiaggia, oggi il seno femminile non fa scandalo, se esibito in spiaggia.

Ma solo sulle spiagge, se quelle stesse tette fossero mostrate su qualsiasi piazza italiana veniamo subito "arrestate" per atti osceni in luogo pubblico.

Volevo solo capire perché ci sono due atteggiamenti, diversi in base al luogo in cui ci troviamo. Le tette sono sempre le stesse.

Il confine della moralità si abbassa sempre di più mano a mano che ci abituiamo alla libertà degli altri, soprattutto delle donne, di esibire il proprio corpo come vogliono e come si sentono.

Provengo da una cultura "animista", quella della Nigeria del Sud dove questo problema non esiste, non è mai esistito perché il seno femminile rappresenta la vita, la crescita, la maternità. Anzi, per una donna esibirlo in pubblico nella vita quotidiana come durante le feste tradizionali è motivo di orgoglio.

Le barriere mentali che ci siamo creati, o che altri hanno creato per noi, ci fanno giudicare gli altri immorali quando gli altri superano i confini della "nostra" moralità percepita.

Viviamo in una società (quella occidentale) in cui certe regole vanno rispettate, ma di certo va rispettata anche la LIBERTÀ della donna di vestirsi (o svestirsi) come vuole, quando vuole e dove vuole senza per questo essere giudicata (come procacciatrice di like o addirittura come puttana), e soprattutto senza attirare per forza gli appetiti sessuali della fauna maschile arrapata e affamata di sesso.

No agli ipocriti che dopo avermi detto "sporca negra" in pubblico, mi chiedono i miei "nudi artistici" in privato.

E di certo NON sarà mai un uomo bigotto (che magari nemmeno conosco) a darmi lezioni su ciò che è morale e su ciò che immorale, su ciò che è opportuno o su ciò che è inopportuno. Sono una donna libera, la mia schiavitù è finita molto tempo fa.

Se qualcuno mi giudica "immorale" è sempre libero di togliersi dal mio sguardo e dalle mie amicizie. Le mie tette sono mie, il mio corpo è mio. Dio creò la donna nuda, nasciamo nudi, TUTTI.

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Riciclaggio e tratta. Sgominata banda di nigeriani operativa tra Marche e Abruzzo

Vasta operazione della polizia di Stato di Teramo denominata "The Travelers". Arrestati otto nigeriani, uno è ricercato. In meno di un anno oltre cento viaggi per portare il denaro frutto dello sfruttamento della prostituzione in Nigeria. 7,5 i milioni di euro riciclati.

Mafia nigeriana, sistema nazionale di riciclaggio e prostituzione

La Polizia di Stato di Teramo ha eseguito una vasta operazione, denominata "The Travelers", nei confronti di cittadini nigeriani accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dell'illecita intermediazione finanziaria, auto-riciclaggio e riciclaggio tras-nazionale, tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione.

Le indagini degli investigatori della Squadra mobile con la collaborazione del Reparto prevenzione crimine "Abruzzo" di Pescara e delle Squadre mobili di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia dell'Aquila, hanno accertato "l'esistenza di un'associazione a delinquere, con basi operative nelle province di Teramo, Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, composta tutta da cittadini nigeriani dedita al riciclaggio ed all'auto-riciclaggio verso la Nigeria, attraverso viaggi in aereo, di ingenti somme di denaro, abilmente occultate all'interno dei bagagli al seguito, provenienti dallo sfruttamento sessuale di giovani nigeriane e da ulteriori attività illecite"

Dall'inchiesta è emersa l'esistenza di "un sistema capillarmente diffuso su tutto il territorio nazionale che costituisce un meccanismo strutturato e transazionale di raccolta del risparmio o di riciclaggio ed auto-riciclaggio attraverso il meccanismo dell'hawala"

"Hawala", un sistema per inviare denaro che non lascia tracce

L’illecito trasporto di denaro veniva svolto dietro un compenso pari ad una percentuale della somma che il committente vuole far recapitare in Nigeria, percentuale che diminuisce al crescere della somma consegnata. Si è accertato come il denaro che il committente vuole far arrivare in Nigeria viene anticipato al destinatario su base fiduciaria dall’havaladar, che si trova in Nigeria, e che ne rientrerà in possesso solo dopo che l’havaladar, che opera in Italia, gli porterà fisicamente il denaro raccolto in questo paese dagli ordinanti.

Nello specifico all'interno della predetta associazione criminale alcuni dei membri svolgono il ruolo di collettori ossia di coloro che ricevono dai committenti dapprima l’incarico (principalmente tramite contatto telefonico o sms) e poi materialmente il denaro che si intende inviare in Nigeria. Il collettore successivamente, anche a brevissima distanza di tempo (generalmente tramite sms o messaggio whatsapp) fornisce al committente un codice identificativo numerico o alfa numerico che servirà al destinatario in Nigeria per poter ritirare subito il denaro (in “naira”, valuta nigeriana) dal corrispondente in Nigeria dell’associazione.

Vi sono poi membri dell’associazione con lo specifico ruolo di corrieri, ossia di coloro che provvedono a ritirare materialmente le somme di denaro consegnate dai committenti per il loro trasporto in Nigeria con viaggi aerei. Tale denaro, una volta giunti a destinazione viene consegnato al gestore dell’Ufficio in Nigeria (gestito da un familiare o da un fiduciario) che si è occupato della preventiva consegna al destinatario.

In Nigeria non solo il denaro derivante dallo sfruttamento della prostituzione, ma un vero e proprio business al servizio della comunità nigeriana

Gli appartenenti al sodalizio trasportano abitualmente in Nigeria, sempre per via aerea, non solo il denaro frutto dello sfruttamento sessuale, ma anche somme di denaro (di provenienza più o meno illecita) consegnato loro da numerosi connazionali, dimoranti nelle Marche ed in Abruzzo, il tutto in violazione delle norme in materia di raccolta del risparmio e di intermediazione finanziaria. Il meccanismo è consolidato su scala nazionale e comporta il trasferimento illecito di imponenti somme dall'Italia verso la Nigeria.

Solo nel corso dei controlli effettuati con la collaborazione della Polizia di Frontiera e dell’Ufficio delle Dogane presso l’aeroporto di Fiumicino, sui “corrieri” dell’associazione prima che si imbarcassero per voli diretti in Nigeria, gli stessi sono stati trovati in possesso di oltre 400.000 euro. Nel corso dell’indagine (meno di un anno) i corrieri indagati si sono complessivamente recati in Nigeria circa 100 volte per trasportare illecitamente i soldi consegnatigli dai committenti ne consegue che secondo una stima indicativa la somma illecitamente trasportata in Nigeria corrisponde a 7 milioni 500 mila euro.

Proporzionando queste cifre al fenomeno nazionale si ricava un flusso impressionante di denaro (in parte proveniente dallo sfruttamento sessuale delle giovani donne vittime di tratta, ma anche da altri gravi reati posti in essere da tali sodalizi) che viene trasferito in Nigeria al di fuori dei canali finanziari tradizionali per essere poi immesso nel paese africano in circuiti bancari locali per giungere, ormai ripulito, nelle mani delle organizzazioni criminali che li utilizzeranno per successive attività illecite o per investimenti "leciti"

Gli arresti

Degli otto arrestati due stavano per imbarcarsi a Roma Fiumicino su un volo per tornare in Nigeria, un terzo complice è stato bloccato sull'autostrada A24, al casello di Teramo, Una delle persone sottoposte a custodia cautelare si è resa irreperibile e ora è attivamente ricercata su tutto il territorio nazionale.

Sono dunque otto su nove le misure di custodia cautelare in carcere eseguite per associazione a delinquere eseguite fra Marche e Abruzzo dalla Squadra mobile di Teramo nell'ambito dell'operazione coordinata dalla DDA dell'Aquila. Gli arrestati sono 4 uomini e 4 donne fra i 24 e i 42 anni. Sono accusati di far parte di un'organizzazione specializzata nell'illecita intermediazione finanziaria, auto-riciclaggio e riciclaggio transnazionale e nella tratta di esseri umani, in particolare di connazionali da sfruttare sessualmente in Italia.

Facendo la spola in aereo tra l'Italia e la Nigeria, i componenti della banda trasportavano non solo il denaro ricavato dalla prostituzione, ma anche somme consegnate da connazionali che si erano trasferiti nelle Marche e in Abruzzo.

Le banconote in mazzette arrotolate venivano nascoste nelle valige. I 'corrieri' finiti nei controlli all'aeroporto di Fiumicino sono stati trovati in possesso di oltre 400mila euro e, in totale, in meno di un anno, erano tornati in Nigeria almeno un centinaio di volte per trasportare illecitamente il denaro.

Si stima che il denaro contante trasportato illecitamente in Nigeria abbia raggiunto la ragguardevole somma di sette milioni e mezzo di euro in meno di un anno

News dall'Africa

Burkina Faso. Continuano gli assalti dei gruppi di matrice islamica-integralista

L'ennesima azione terroristica contro un luogo di culto cristiano nell'area di Foutouri, già presa di mira in passato dai jihadisti, 14 morti e decine di feriti.

La violenza jihadista è tornata a colpire in una chiesa in Burkina Faso, uno dei Paesi più poveri dell'Africa, da anni teatro di attacchi delle milizie fondamentaliste spesso provenienti dai Paesi vicini. Almeno 14 persone, tra le quali diversi bambini, sono morte e altre sono rimaste ferite nell'assalto a una chiesa protestante durante una funzione domenicale.

L'attacco è avvenuto nella zona di Foutouri, già presa di mira in passato da terroristi legati ad al Qaeda e all'Isis. "Una chiesa protestante è stata attaccata ad Hantoukoura, nel dipartimento di Fouturi, vicino alla frontiera con il Niger lo scorso 28 novembre, causando 14 morti e numerosi feriti"

Secondo alcune fonti la strage è stata perpetrata da una decina di uomini armati che hanno colpito anche il celebrante, oltre a diversi bambini presenti alla funzione. Subito dopo le forze di sicurezza hanno lanciato una caccia all'uomo per individuare i membri del commando, fuggiti in motocicletta.

In Burkina Faso gli attacchi armati di matrice jihadista a luoghi di culto cristiani sono sempre più frequenti

Le forze di sicurezza stentano ad averne ragione per mancanza di uomini e mezzi. Nella scorsa primavera i raid contro i cristiani sono stati quasi quotidiani: tra il 29 aprile e il 26 maggio, quindi in meno di un mese, almeno 20 persone erano morte in azioni attribuite ai gruppi jihadisti militanti Ansar-ul-Islam e JNIM (Group in Support of Islam and Muslims)

Uccisi anche diversi imam, in una spirale di violenza progressivamente intensificata da quattro anni a questa parte, spesso alimentata da milizie provenienti dai Paesi confinanti. Ed è del 6 novembre l'attacco a un convoglio di una società canadese in cui 37 persone hanno pero la vita e 60 sono rimaste ferite.

News dall'Africa

La deriva verso il razzismo diffuso

Le pillole di Maris Davis

La deriva verso il razzismo diffuso

Giuri sul Vangelo, ti vanti di avere sempre il crocifisso in tasca. Ma sei capace di odiare il diverso, il nero, l'immigrato. Sei perfino pronto a lasciare morire un bambino, tanti bambini, in mezzo al mare. Metti le tue ragioni "politiche" al di sopra delle vite umane, ma quando mi vedi nuda ti vado bene anche se sono "negra". Sei solo un'ipocrita.

Siamo alla frutta, inconsapevoli della bassezza morale verso cui stiamo andando.

Università di Siena

Un professore, certo Emanuele Castrucci che si definisce filosofo, inneggia a Hitler su Twitter (e non è la prima volta), il rettore prima minimizza e poi, travolto dalle polemiche, annuncia un'azione disciplinare. Io mi chiedo come faccia un professore così ancora ad insegnare. Va cacciato SUBITO, è indegno.

Su Amazon

Azienda italiana mette in vendita gadget natalizi inneggianti ai campi di sterminio nazisti. Amazon li ritira dall'on-line, ma solo dopo la denuncia del museo della Shoah di Auschwitz.

Gruppi neonazisti che nascono come funghi un po' in tutta Italia

È proprio di questi giorni la notizia di arresti in diverse città italiane. Possiedono e accumulano armi, in un caso progettavano un attentato ad una Sinagoga. Eleggono perfino le loro "Miss Hitler"

Si moltiplicano i casi di discriminazione ovunque

Verso i migranti, la gente di colore, i diversi, gli omosessuali, casi di discriminazione che restano impuniti anche se si arriva alla violenza vera e propria.

Facebook e Twitter

I due principali social network annunciano una stretta verso i post discriminatori, già centinaia di gruppi e pagine neo-fasciste e neo-razziste sono state bandite dai social, ma non basta, ne cancelli una e ne nascono altre dieci al loro posto.

I social appunto

Nati per divertire e per svago, e oggi diventati veicoli di diffusione dell'odio, di fake-news, di discriminazioni di ogni genere, di integralismi religiosi e politici. Luoghi del web dove la gente anziché accrescere la propria cultura, diventa sempre più "stupida", facile preda di meccanismi subdoli che orientano politicamente, che ti dicono perfino cosa devi comprare, cosa devi pensare, cosa devi fare.

A me fa davvero paura l'indifferenza e la sottovalutazione delle "brave persone"

Devo dire grazie ai tantissimi giovani italiani che finalmente si stanno ribellando a tutto questo. Penso al popolo delle "sardine" che in queste settimane riempie tantissime piazze italiane, e a tutto quel mondo che sogna un mondo più "verde", più pulito, che sogna un "mondo migliore".

Grazie ragazzi, voi avete capito che senza un risveglio culturale, questa Italia sta scivolando nel fango della "bassezza morale" del razzismo, della discriminazione e dell'odio. Continuate a lottare, io sono con voi.

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Le dieci poesie più emozionanti dedicate all’universo femminile

Dal “Cantico dei Cantici” della Bibbia a “Il serpente che danza” di Charles Baudelaire, ecco i dieci componimenti dedicati alle donne più belli della letteratura.

Le dieci poesie più emozionanti dedicate all’universo femminile. In occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne

Di donne hanno scritto in tanti, poeti, poetesse, scrittori, in epoche diverse e con diverse connotazioni. Numerose sono le poesie che hanno come tema centrale la donna, la sua forza e fragilità, il rapporto con l’altro sesso e con il proprio mondo interiore. In occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, abbiamo scelto i dieci (anzi undici) componimenti a nostro parere più belli ed emozionanti.

Cantico dei cantici
(Bibbia)

Quanto sei bella, amata mia, quanto sei bella!
Gli occhi tuoi sono colombe,
dietro il tuo velo.
Le tue chiome sono come un gregge di capre,
che scendono dal monte Gàlaad.
I tuoi denti come un gregge di pecore tosate,
che risalgono dal bagno;
tutte hanno gemelli,
nessuna di loro è senza figli.
Come nastro di porpora le tue labbra,
la tua bocca è piena di fascino;
come spicchio di melagrana è la tua tempia
dietro il tuo velo.

Tutta bella sei tu, amata mia,
e in te non vi è difetto.

Io voglio del ver la mia donna laudare
(Guido Guinizzelli)

Io voglio del ver la mia donna laudare
Ed assembrarli la rosa e lo giglio:
più che stella diana splende e pare,
e ciò ch’è lassù bello a lei somiglio.

Verde river’ a lei rasembro a l’are,
tutti color di fior’, giano e vermiglio,
oro ed azzurro e ricche gioi per dare:
medesmo Amor per lei rafina meglio.

Passa per via adorna, e sì gentile
ch’abassa orgoglio a cui dona salute,
e fa ‘l de nostra fé se non la crede,

e no ‘lle po’ apressare om che sia vile;
ancor ve dirò c’ha maggior vertute:
null’om po’ mal pensar fin che la vede.

A tutte le donne
(Alda Merini)

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

Corpo di donna
(Pablo Neruda)

Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono.
Il mio corpo di rude contadino ti scava
e fa scaturire il figlio dal fondo della terra.
Fui solo come un tunnel. Da me fuggivano gli uccelli
e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione.
Per sopravvivere a me stesso ti forgiai come un’arma,
come freccia al mio arco, come pietra per la mia fionda.
Ma viene l’ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del seno! Ah gli occhi d’assenza!
Ah le rose del pube! Ah la tua voce lenta e triste!
Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite, mio cammino incerto!
Rivoli oscuri dove la sete eterna rimane,
e la fatica rimane, e il dolore infinito.

Alla sua donna
(Giacomo Leopardi)

Cara beltà che amore
Lunge m’inspiri o nascondendo il viso,
Fuor se nel sonno il core
Ombra diva mi scuoti,
O ne’ campi ove splenda
Più vago il giorno e di natura il riso;
Forse tu l’innocente
Secol beasti che dall’oro ha nome,
Or leve intra la gente
Onima voli? o te la sorte avara
Ch’a noi, t’asconde, agli avvenir prepara?

Donne appassionate
(Cesare Pavese)

Le ragazze al crepuscolo scendendo in acqua,
quando il mare svanisce, disteso. Nel bosco
ogni foglia trasale, mentre emergono caute
sulla sabbia e si siedono a riva. La schiuma
fa i suoi giochi inquieti, lungo l’acqua remota.

Le ragazze han paura delle alghe sepolte
sotto le onde, che afferrano le gambe e le spalle:
quant’è nudo, del corpo. Rimontano rapide a riva
e si chiamano a nome, guardandosi intorno.
Anche le ombre sul fondo del mare, nel buio,
sono enormi e si vedono muovere incerte,
come attratte dai corpi che passano. Il bosco
è un rifugio tranquillo, nel sole calante,
più che il greto, ma piace alle scure ragazze
star sedute all’aperto, nel lenzuolo raccolto.

Tanto gentile e tanto onesta pare
(Dante Alighieri)

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender no la può chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.

Madre Teresa di Calcutta

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

Sonetto 18
(William Shakespeare)

Dovrò paragonarti ad un giorno estivo?
Tu sei più amabile e temperato:
cari bocci scossi da vento eversivo
e il nolo estivo presto è consumato.

L’occhio del cielo è spesso troppo caldo
e la sua faccia sovente s’oscura,
e il Bello al Bello non è sempre saldo,
per caso o per corso della natura.

Ma la tua eterna Estate mai svanirà,
né perderai la Bellezza ch’ora hai,
né la Morte di averti si vanterà

quando in questi versi eterni crescerai.
Finché uomo respira o con occhio vedrà,
fin lì vive Poesia che vita a te dà.

Il serpente che danza
(Charles Baudelaire)

O quant’amo vedere, cara indolente,
delle tue membra belle,
come tremula stella rilucente,
luccicare la pelle!
Sulla capigliatura tua profonda
dall’acri essenze asprine,
odorosa marea vagabonda
di onde turchine,
come un bastimento che si desta
al vento antelucano
l’anima mia al salpare s’appresta
per un cielo lontano.
I tuoi occhi in cui nulla si rivela
di dolce né d’amaro
son due freddi gioielli, una miscela
d’oro e di duro acciaro.
Quando cammini cadenzatamente
bella nell’espansione,
si direbbe, al vederti, che un serpente
danzi in cima a un bastone.

Danza per me, nuda
(Invocazione animista della tradizione Igbo, Africa occidentale)

Negra è la mia calda voce d’Africa,
terra d’enigmi e frutto di ragione.

Danza per me nuda, per la gioia del mio sorriso.
Per la bellezza che offre allo sguardo
il tuo seno che nasconde segrete virtù.

Danza per l’aurea leggenda di notti infinite,
per i tempi nuovi e i secolari ritmi della nostra Africa.
Infinito trionfo di sogni e di stelle,
amante docile alla stretta dei segreti ritmi.

Danza per la vertigine del brivido dell'amore,
per la magia del Cuore che il mondo esprime.

Danza nuda perché intorno a me bruciano i miti,
si incendiano i miei sensi, e solo se entrerai in me
il fuoco potrà spegnersi in grandi esplosioni di gioia
nel cielo dei tuoi pensieri.

Danza nuda,
fammi accarezzare i tuoi seni,
fammi abbracciare le tue nudità
deve arde la fiamma verticale dell'Amore.

Sei il viso dell’iniziato,
che sacrifica la follia ai piedi dell’albero guardiano.

Idea del Tutto.
Sei voce dell’Antico all'assalto delle chimere.

Sei il Verbo che esplode
in razzi miracolosi sulle rive dell’oblio.

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Ciao Silvia, è passato un anno da quando ti hanno rapita

Le pillole di Maris Davis

Ciao Silvia, è passato un anno da quando ti hanno rapita

Ciao Silvia, è passato un anno da quando ti hanno rapita .. non mi sono mai dimenticata, neppure un giorno, di te.

Ti penso spesso e a volte piango, penso ai tuoi genitori, ai tuoi amici, a chi ti conosceva e ti voleva bene, penso alla loro sofferenza. Noi non perderemo mai la speranza di rivedere il tuo sorriso, chiedo anche a te di essere forte, so che sei forte.

Oggi ricorre il primo anniversario del tuo rapimento. I tuoi 24 anni, la tua laurea con una tesi sulla tratta degli esseri umani, da dodici mesi sei nelle mani di un gruppo armato, qui pensano che siamo gli Al-Shabaab somali. Quel triste giorno ti trovavi in Kenya per conto della Onlus Africa Milele per fare del bene ai bambini dell'Africa, con il tuo entusiasmo, con la tua giovane età.

Chi ti abbia rapita e per quale ragione ancora non si sa esattamente. Di te si sono perse le tracce, probabilmente ti hanno portata in Somalia dove ti tengono prigioniera.

C'è chi indaga su ciò che ti è accaduto, ma nulla si sa, nulla vogliono farci sapere, trapelano pochissime notizie su di te. In troppi, qui in Italia ti hanno dimenticata, ma io no, di te non mi dimenticherò mai.

Lo sai Silvia, anche noi di Foundation for Africa abbiamo qualcuno in Kenya e a cui vogliamo bene, che lavora per la gente del posto, per farla vivere meglio, è anche per questo che non ti dimenticheremo mai.

«Si sopravvive di ciò che si riceve, ma si vive di ciò che si dona»

Ciao Silvia, la tua Maris

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Non Una di Meno. Verso il 23N, chiamata per artist@ e cospiratrici

23 Novembre, Roma ore 14:00 @Piazza della Repubblica

Non una di meno
23-24 Novembre. Manifestazione a Roma contro la Violenza maschile sulle Donne

23 Novembre, Roma, ore 14:00 @Piazza della Repubblica.

Siamo le attiviste di Non Una di Meno, il movimento transfemminista che combatte la violenza maschile, razzista, economica ed ambientale.

Il 23 novembre inonderemo le strade di Roma e vorremmo averti con noi.

Perché le tue performances, le tue immagini, la tua musica e le tue parole raccontano di donne che vogliono trasformare il mondo, di corpi desideranti che si ribellano alla misoginia, al razzismo e al ricatto della povertà.

Perché ogni rivolta ha bisogno di corpi, suoni, immagini e parole.

Ti invitiamo a unirti a noi, come puoi:

  • Vieni in corteo,
  • Usa i microfoni di "Non Una di Meno",
  • Sostieni #NonUnadiMeno sui social con un post,
  • Diffondi un’immagine del pugno di fuoco o il pañuelo fucsia, simboli del movimento.

Da oggi al 23 novembre e all’infinito, respiriamo e cospiriamo insieme "Contro la Violenza maschile sulle Donne".

Che la rivolta abbia inizio!

Manifesti

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Mi chiedo che paese sia

Le pillole di Maris Davis

Mi chiedo che paese sia

Una donna ormai anziana, reduce dei campi concentramento, costretta ad avere la scorta a causa delle minacce dei "nuovi fascisti"

Mi chiedo che paese sia quello in cui una donna, ormai anziana, reduce dei campi di concentramento nazisti, ha bisogno della scorta perché ogni giorno minacciata dai fascisti e dai razzisti.

Mi chiedo con quale faccia (di bronzo) l'ex-ministro dell'interno Salvini dice di sentirsi vicino a Liliana Segre, dopo che lui stesso ha provocato tutto questo clima di odio e di intolleranza in Italia.

Mi chiedo come possano definirsi "non razzisti" tutti quelli che restano indifferenti a questa onda nauseabonda che puzza di razzismo e che ormai ha invaso l'Italia.

Mi chiedo come si possa tollerare che una donna italiana impedisca ad una bambina, anch'essa italiana, di sedersi accanto a lei sull'autobus solo perché il colore della pelle di quella bambina è nero. C'è chi vuole il ritorno dell'apartheid.

Mi chiedo con che dignità umana ci si possa ancora "vantare" di appoggiare una politica rude e razzista, causa principale dell'odio che circola IMPUNITO, nell'indifferenza di troppi, ogni giorno.

La faccia tosta di Salvini

Dopo l'assegnazione della scorta a Liliana Segre, Salvini ha cercato in tutti i modi di incontrare la senatrice a vita. Ci pensate la faccia tosta ?? Colui che ha provocato con le sue dichiarazioni rozze e discriminatorie tutto questo clima fosco di odio, che è la causa principale della discriminazione tollerata, giustificata politicamente, forse per lavarsi la coscienza, o più probabilmente per una mossa di marketing mediatico, avrebbe voluto incontrare una reduce dei campi di sterminio nazisti.

Certo, Salvini nell'immediato, ha rilasciato una dichiarazione di circostanza per manifestare la sua solidarietà alla Senatrice Segre, ma poi voleva anche incontrarla. Per fortuna quell'incontro non è mai avvenuto, pensiamo che la senatrice abbia, giustamente, declinato l'invito. Sarebbe davvero stato inopportuno.

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Un autobus all’ora di punta

Le pillole di Maris Davis

Un autobus all’ora di punta

No, qui non ti siedi”. Alessandria, razzismo su un autobus verso una ragazzina di colore

"Alabama 1955?
No, Alessandria 2019"

Sale una mamma africana con due bambini. Una dei due, 7 anni, vede un posto a sedere libero accanto a una signora, occupato solo da una borsa della spesa. Prova a sedersi.

La risposta è agghiacciante: “No, qui non ti siedi!” Ha 60 anni, e ha appena detto a una bambina di 7 che non c’è posto per lei, di stare alla larga, nel silenzio assordante dell’intero autobus, compresa la mamma della bambina, che guarda a terra, troppo annichilita per alzare lo sguardo, troppo inerme per reagire.

Quasi tutto il bus. Perché a bordo c’è anche Vittoria Oneto, una consigliera comunale del Pd che ha assistito a tutta la scena. E non si è voltata dall’altra parte. “Sposti la borsa, la faccia sedere” intima alla donna. “Si faccia gli affari suoi” è la risposta, sempre la stessa.

Come se non fossero “affari suoi, come se quella cosa non ci riguardasse. Ma Vittoria è la persona sbagliata. Vittoria è una donna, un essere umano dove non ti aspetti più di trovarlo. Vittoria insiste, le grida “Vergogna” con tutto il fiato che ha in corpo, le fa spostare la borsa, fa sedere la bambina nel posto che le spetta, di fronte agli sguardi schifati della donna e nel silenzio generale.

Vittoria scende dall’autobus e non regge. Scoppia a piangere

Per il nervoso, per la tristezza per il senso di sconfitta che ho provato e provo. Come se questi giorni non fossero già dolorosi. È questo quello che siamo? È questo quello che vogliamo essere? Io non voglio crederci

E invece accade ogni giorno, su autobus, treni, stazioni, bar, ovunque. Sempre più spesso. Ma, finché ci saranno nei paraggi donne come Vittoria che non si rassegnano all’orrore, che reagiscono, che non restano al loro posto, che non si fanno “gli affari propri”, finché non ci volteremo dall’altra parte di fronte ai razzisti, vinceremo noi.
Grazie Vittoria.

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Accade nello studio di Del Debbio

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Accade nello studio di Del Debbio

“Nella mia borgata vige ordine e disciplina. Devi fare quello che dico io”

Accade nello studio di Del Debbio (Rete 4, Mediaset). Portano un fascista dichiarato, che così esordisce: “Nella mia borgata vige ordine e disciplina. Devi fare quello che dico io”. E quando una donna, Francesca, esterrefatta gli chiede: “Scusa ma in che film?”, il gentiluomo l’ha guardata dritta in faccia e le ha detto: “Te li faccio vedere io i film, se vieni nella mia borgata ..

Ha iniziato ad intimidirla, in perfetta prassi fascista. È allora intervenuto Vauro, presente in studio, che l’ha affrontato di petto e gli ha gridato: “Fammelo vedere a me! Fascista di me…a, vergognati, hai minacciato una donna”. E sapete cosa? Del Debbio, il padrone di casa, non è intervenuto in difesa della donna. Né, tanto meno, di Vauro.

Ha minacciato di cacciare tutti dallo studio. Ma si è guardato bene da prendere, con decisione, le difese della donna aggredita, fronteggiando quell'uomo. Ha trattato tutti alla pari: come se intimidire una donna fosse un litigio tra scolari in una classe. Come se le parole e le intimidazioni di quella persona fossero normali.

Perché da ognuno di questi episodi loro escono più sicuri di sé. Rafforzati. Legittimati.

Finché continueremo a trattare con normalità le parole e le azioni dei fascisti, la situazione, nel Paese, non potrà che peggiorare. Perché da ognuno di questi episodi loro escono più sicuri di sé. Rafforzati. Legittimati. E questo no, non possiamo più consentirlo. E a capirlo dovrebbero essere soprattutto le persone come Del Debbio.

Il nuovo fascismo cresce nelle periferie

Il giornalista Paolo Del Debbio, travolto dalle polemiche, cerca di difendersi

"A me sul fascismo non mi dovete rompere il cazzo"

A "Dritto e Rovescio" il giornalista risponde alle polemiche per la presenza in studio di Massimiliano Minnocci, un noto esponente dell'estrema destra. "Sono figlio di un deportato"

"Mi preme rispondere a chi dice che io sdoganerei il fascismo. Io sono figlio di un deportato, mio padre è stato deportato nel campo di Buchenwald, 30 chilometri sotto Berlino. So qual è la parte sbagliata e quella giusta. A me sul fascismo, cari giovanotti e giovanotte, Pd o non Pd, non mi dovete rompere il cazzo. Io so esattamente quello che è giusto e quello che è ingiusto a proposito di questo". Paolo Del Debbio a Dritto e Rovescio risponde così alle critiche per aver ospitato in studio Massimiliano Minnocci, esponente di estrema destra, in una puntata precedente.

In quell'occasione Minnocci, detto Brasile, aveva attaccato pesantemente, fino alle minacce, la giornalista Francesca Fagnani (attuale compagna di Enrico Mentana) presente in studio. Il vignettista Vauro si era alzato a difesa della Fagnani e i due erano arrivati al faccia a faccia. In quell'occasone Del Debbio, padrone di casa, lasciò che l'esponente di estrema destra minacciasse la giornalista ed intervenne con colpevole ritardo e per questo, in seguito, criticato da molti.

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A voi che

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A voi che

A voi che non è xenofobia perché è ironia da stadio e goliardia

A voi che non è fascismo se non c'è il fez, la camicia nera, il braccio alzato e il fascio littorio

A voi che non è xenofobia perché è ironia da stadio e goliardia

A voi che non è razzismo ma è "un fenomeno" che vale meno di un operaio

A voi che "nero di merda" non è odio ma è libertà di parola

A voi che il rispetto dell'altro è "bavaglio"

A voi che non è dolo ma un cortocircuito dell'impianto

A voi che non sono naufraghi e disperati, ma invasori

A voi che non è ignoranza ma genuinità del popolo

A voi che non è manipolazione delle masse ma è bravura a usare i social

A voi che non è incitazione all'odio ma comunicazione politica e propaganda legittima

A voi che non è umanità ma buonismo

A voi che non è terrorismo psicologico contro "l'altro" ma è selezione dei fatti di cronaca

A voi che non è nazionalismo ma patriottismo

A voi che i problemi dell'Italia è colpa loro

A voi che continuate a fingere di non aver capito, ma invece avete capito benissimo. Ma fingete, perché vi fa comodo così. Perché tanto non tocca voi. Ma a voi diciamo una cosa. Non ve lo consentiremo.

L'Italia, la sua bandiera, la nostra Patria, altro non sono che la nostra Costituzione. E la nostra Costituzione, scritta e intinta nel sangue di chi ha già dato la vita per voi, traditori della Patria, è democratica, repubblicana, parlamentare e antifascista.

E antifascista non significa che ripudia solo qualsiasi partito o movimento di imbecilli repressi che decida di chiamarsi Fascista. È antifascista perché ripudia la guerra, ripudia la violenza, ripudia il razzismo, ripudia il culto del capo, dell'ignoranza, della forza, della disuguaglianza e di quell'insieme di idee criminali e criminogene che ieri chiamavate "fascismo" e oggi mascherate sotto altri nomi.

Da oggi a causa vostra, anche della vostra silenziosa complicità, Liliana Segre vivrà sotto scorta. Un giorno dopo l'ennesimo rogo dei libri. E l'ennesimo "nero di merda". Da oggi in Italia un'ebrea deportata 80 anni fa e sopravvissuta ad Auschwitz ha perso di nuovo, di nuovo, la sua libertà. Quando meno lo credeva possibile. Quando credeva d'aver chiuso i conti col passato.

Perché qualcuno vi ha lasciato intendere che oggi potete di nuovo farvi sentire. Che oggi il razzismo non è più un crimine, e non sarà mai una priorità perché "vengono prima altri problemi". Che oggi l'odio sistematico e organizzato è libertà di espressione.

Ma non ve lo consentiremo

Sappiate che i vostri "valori" sono contrari ai valori del Paese in cui avete il privilegio di vivere, sono contrari ai valori della nostra Costituzione, della Resistenza, della nostra Patria, dell'Italia. Ne sono il tradimento.

Da oggi tutti siamo chiamati a prendere posizione. O di qua o di là. Non c'è più una zona grigia sulla quale si possa giocare e far finta che sia normale dialettica politica tra partiti che si confrontano nello stesso alveo costituzionale.

Qui ci sono partiti costituzionali e partiti anti-costituzionali. L’Italia è sotto l’attacco di un esercito di traditori che vogliono distruggerla e sostituirla con altro. Oggi o si è con l'Italia e la Costituzione e i suoi valori, o si è contro l'Italia e i suoi valori scritti nella Costituzione.

In mezzo non si può più. In mezzo si è solo complici

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