Bonifica del Tronto. Operazione contro la mafia nigeriana, coinvolto anche un fiancheggiatore italiano

La scorsa settimana una vasta operazione della squadra mobile di Teramo ha eseguito sei misure cautelari. Arrestate 4 mamam e un italiano che affittava gli appartamenti. Una sesta donna nigeriana è sfuggita alla cattura e viene ricercata.

Bonifica del Tronto. Operazione contro la mafia nigeriana, coinvolto anche un fiancheggiatore italiano

Dodici le ragazze nigeriane sottoposte a sfruttamento che sono state liberate e affidate ai servizi sociali

A conclusione di una complessa attività di indagine sulla tratta di esseri umani, lo sfruttamento ed il favoreggiamento della prostituzione ed il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina condotta dalla Squadra Mobile di Teramo diretta dal V.Q.A. Dott.ssa Roberta Cicchetti con il coordinamento della Procura Distrettuale di L’Aquila nella persona del Sost. Proc. Dott. Mancini David e con l’applicazione del Sost. Proc. Dott. Giovagnoni Stefano, la scorsa settimana e stata data esecuzione all'ordinanza applicativa di misura cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di L’Aquila, nei confronti di 6 persone con la quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti di 4 donne nigeriane e la misura degli arresti domiciliari nei confronti di un cittadino italiano. È ancora da eseguire un'altra misura applicativa della custodia cautelare in carcere a carico di una donna nigeriana al momento irreperibile.

Sei persone sottoposte a misure di custodia cautelare, 5 donne nigeriane e un italiano

I reati contestati a vario titolo agli arrestati sono sfruttamento della prostituzione, tratta di esseri umani, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, e riduzione in schiavitù.

Le 4 mamam tratte in arresto sono:

  • Solomon Elizabeth Rashidat nata in Nigeria il 12.10.1978 residente a Martinsicuro,
  • Obanor Vera nata in Nigeria il 01.10.1975 residente a Martinsicuro (TE),
  • Adam Succes nata in Nigeria il 17.06.1987residente a Martinsicuro (TE),
  • Osazuwa Kate nata in Nigeria il 01/04/1984 residente a Monsampolo (AP).

Il destinatario italiano della misura cautelare degli arresti domiciliari per favoreggiamento della prostituzione è Di Sabatino Gerardo nato a Teramo il 03.11.1957 ed ivi residente, rispettivamente proprietario e comproprietario di due degli appartamenti di dimora di giovani prostitute nigeriane.

Dodici ragazze nigeriane salvate

Le indagini, corredate da attività tecniche, sono state avviate dalla Squadra Mobile di Teramo monitorando costantemente la zona della strada “Bonifica del Tronto” allo scopo di interrompere il costante flusso di giovanissime donne nigeriane, reclutate in patria con la promessa di un lavoro in Europa e poi fatte giungere clandestinamente attraverso disperati viaggi lungo la rotta mediterranea, sottoposte a riti woodoo a garanzia del pagamento del debito per il viaggio (pari 25.000 o 30.000 euro) ed, una volta arrivate in Italia, costrette con violenza, minacce a prostituirsi consegnando i proventi a chi le aveva reclutate in patria ed ai loro referenti in Italia.

Nel corso dell’attività investigativa sono state individuate ed identificate ben 12 giovani vittime dimoranti in 5 appartamenti di cui 4 ubicati a Martinsicuro (TE) ed uno a Monsampolo del Tronto (AP) affittate dai rispettivi proprietari alle loro connazionali destinatarie delle predette misure cautelari in carcere.

In particolare, si è accertato che Solomon Elizabeth Rashidat, Obanor Vera e Adam Success sfruttavano la prostituzione delle giovani donne nigeriane ospitate in casa in quanto ne percepivano i proventi ed in molti casi costituivano un vero e proprio terminale di supporto dell’organizzazione nigeriana che ne aveva curato il reclutamento, sottoposte ai rituali juju in Nigeria e quindi il viaggio in Italia.

Si accertava che alcune delle vittime si trovano ancora in una condizione di assoggettamento totale a Osazuwa Kate che le costringe a prostituirsi per estinguere il loro debito, picchiandole e minacciandole di procurare del male ai loro familiari in Nigeria.

Il percorso di assistenza alle giovani vittime ha consentito ad alcune di loro, nel corso delle indagini, a raccontare tra le lacrime, a personale della Squadra Mobile di Teramo, la storia di drammatica vulnerabilità vissuta fin dal momento del reclutamento ad opera dell’organizzazione in Nigeria, a Benin City, con la promessa di un lavoro e di un futuro migliore, fino in Italia.

Ad esempio, si narra specificamente della conduzione del rito da parte di un uomo anziano chiamato Witch Doctor a garanzia del pagamento del debito di 25.000 euro contratto per il viaggio, pena, in caso di mancato pagamento, la sua morte e ritorsioni verso i propri familiari. I singoli casi sono in realtà storie condivise da molte vittime.

Una delle vittime, partita nel marzo del 2016 da Benin City con altre persone, dopo aver attraversato il Niger, arriva a Tripoli 8 giorni dopo. La donna racconta che una compagna di viaggio aveva perso la vita durante il percorso, picchiata per le continue pretese di denaro è caduta dal pick-up, sul quale viaggiavano ammassati.

Dopo essere stata trattenuta per oltre due mesi in abitazioni vicino a Tripoli, in cui vi erano molti altri connazionali in attesa di intraprendere il viaggio verso le coste italiane, la vittima parte a bordo di un barcone dalle coste libiche, arriva in Italia nel luglio 2016. Subito dopo viene “presa in carico” dalla mamam Osazuwa Kate che la costringe a prostituirsi.

Le indagini proseguono

Le indagini proseguono per monitorare fenomeni analoghi che rappresentano una violazione della dignità umana e dei diritti fondamentali, oltre che un mezzo di realizzazione di profitti elevati per la mafia nigeriana, che non può essere in alcun modo tollerato.

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